no profit: November 2010 Archives

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I cambiamenti climatici sono senz'altro il problema del nostro tempo. Ma il movimento ambientalista sta informando la gente nel modo giusto? Secondo Edward Morrisis e Dmitri Siegel, c'è ancora molta strada da fare. I due hanno ideato il Green Patriot Posters, un progetto che vuole stimolare la comunità dei graphic designer a realizzare poster informativi per la promozione di un futuro sostenibile.

Morrisis è il fondatore del Canary Project, un'organizzazione che produce media visivi per informare il pubblico sui cambiamenti climatici. Siegel è un esperto di marketing ed e-commerce che tiene numerose conferenze sul design, sulla tecnologia e sulla cultura digitale. I due sostengono che il messaggio ambientalista non sia ancora comunicato con la dovuta incisività.

Per questo, hanno creato un sito dove i creativi di tutto il mondo possono inviare un contributo. Il Green Patriot Posters si ispira ai manifesti di propaganda USA della Seconda Guerra Mondiale. Con la semplicità del poster si vuole comunicare tutta l'emergenza del problema, e insieme lanciare un forte invito all'azione.

Morrisis e Siegel hanno ricevuto numerose proposte dal tono di voce più vario, dal catastrofico all'ottimista. Naturalmente, non c'è una soluzione giusta. Ma nell'insieme, tutte le proposte pervenute sembrano approdare a soluzioni comuni, come se contenessero l'embrione di una saggezza ambientale collettiva. I migliori poster sono stati raccolti su un libro in vendita su Amazon.com

Sito del Green Patriot Posters


via Design Observer


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Telefonare fa male

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Le distrazioni alla guida possono essere fatali. Secondo la Fondazione Ania, il 30% degli incidenti stradali è causato da persone imprudenti che quando sono al volante usano il cellulare, inviano sms o si accendono sigarette.

Il fenomeno non è solo italiano. Anche in Romania un gran numero di incidenti stradali è causato dall'uso improprio del cellulare. Addirittura, secondo la polizia romena guidare e chiacchierare al telefono è più pericoloso della guida in stato di ebrezza.

Qualche tempo fa, a Bucarest, è stato realizzato un divertente filmato interattivo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema. Per due giorni un video è stato proiettato sulla facciata del centro commerciale della città. Nelle immagini si vedeva una ragazza alla guida che invitava i passanti a telefonarle. Ma tutti quelli che hanno provato a comporre il numero hanno avuto una bella sorpresa...

Via Osocio


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L'invenzione della Linotype rivoluzionò il mondo della stampa ed ebbe un ruolo vitale nella diffusione della cultura contemporanea. Ideata nel 1886 dall'orologiaio Ottmar Mergenthaler, la macchina permetteva a una sola persona di compiere il lavoro di un'intera squadra di tipografi. La Linotype contribuì alla diffusione dei quotidiani, insieme alla possibilità di stampare libri a basso costo e in alte tirature. Più di un secolo fa, diede il via a una rivoluzione nel campo della comunicazione comparabile solo all'attuale invenzione di internet.

A partire dagli anni '50, la Linotype iniziò a essere sostituita da nuove tecnologie. Le macchine furono progressivamente smantellate. Oggi esistono rari esemplari funzionanti e, ancor meno, persone in grado di utilizzarli. Quei pochissimi linotipisti ancora in attività non hanno giovani apprendisti a cui trasferire le loro conoscenze.

Un gruppo di di ex operatori, storici, stampatori, graphic designer e semplici appassionati sono passati all'azione e hanno deciso di realizzare un film nel tentativo di salvare la Linotype dalla discarica e, soprattutto, dal dimenticatoio.

"Linotype: The Film" è un documentario che evita la trappola della nostalgia. Il film è un reportage ricco di interviste a quei professionisti che ebbero il privilegio di usare questa macchina straordinaria. Al tempo stesso, è una testimonianza sul contributo che questa tecnologia diede al mondo della cultura e della comunicazione.

Il documentario è autoprodotto attraverso una formula di crowdfunding. Per versare il proprio contributo è sufficiente visitare il sito ufficiale del progetto e cliccare sul pulsante per effettuare donazioni.

via Kickstarter

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Negli Stati Uniti è appena iniziata una controversa campagna contro il fumo commissionata dalla Food and Drug Administration. L'operazione consiste nell'apporre sui pacchetti di sigarette delle immagini truculente che coprono parzialmente il marchio, accompagnate da un testo che spiega i pericoli del tabagismo.

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Tuttavia, la campagna sta già suscitando alcune perplessità. Il Canada, infatti, ha lanciato una campagna simile una decina d'anni fa, ottenendo - a quanto sembra - risultati poco apprezzabili. Il governo canadese ha infatti deciso di ridimensionare questi investimenti, nonostante le pressioni dei gruppi anti-fumo.

Il giornale dell'associazione medica canadese ha pubblicato una ricerca in cui si dimostra che, a lungo andare, questi annunci diventano inefficaci. I fumatori, tutt'altro che impressionati, si abituano subito a questi messaggi choc. Quindi, il concept creativo dovrebbe essere rinnovato in continuazione. 

via Osocio

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Da qualche tempo, al confine tra Canada e USA, presso Vancouver, è apparsa un'enigmatica affissione. Si tratta di una struttura a forma di billboard pubblicitario realizzata con un groviglio di bacchette d'acciaio. L'installazione ricorda l' "effetto neve" di un televisore, e dà l'idea di una finestra aperta sul cielo.

Il titolo dell'opera è "Non-sign II". Il progetto è stato finanziato dal governo federale americano, che aveva intenzione di collocare un'opera d'arte pubblica nei pressi della nuove stazione di controllo sul confine settentrionale. Il concorso è stato vinto dalla Lead Pencil Studio di Seattle.

Lo studio, che da sempre divide il suo lavoro tra arte e architettura, ha dovuto superare 2 step di approvazione dopo essersi aggiudicato la commissione. Non-sign II costringe lo spettatore ad avere una visione su nient'altro che sul cielo, a simboleggiare l'apertura tra le due nazioni.

via Fast Code Design


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Ogni anno nel Regno Unito oltre 150.000 persone perdono la vita in situazioni in cui il primo soccorso sarebbe stato sufficiente a salvarle.

La St John Ambulance insegna le nozioni di pronto soccorso a studenti, lavoratori e volontari, nelle comunità e nei posti di lavoro. Lo scorso anno ben 800.000 persone hanno partecipato a questi corsi.
L'organizzazione ha realizzato un coinvolgente video per promuovere la sua attività. L'idea forse non è nuova, ma di certo efficace. Grazie a un colpo di scena finale strappa-applausi, grazie alla complicità di un "intruso" tra il pubblico.

Scott Jacobson, direttore marketing e responsabile del fundraising della St John Ambulance, racconta: "Volevamo simulare una situazione drammatica che avesse reso le persone consapevoli del problema, aiutandoci a diffondere il nostro messaggio", incoraggiando così le persone a partecipare a questi corsi di primo soccorso.

Maggiori informazioni sull'iniziativa sul sito della St John Ambulance

via Osocio

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