November 2010 Archives

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La carta stradale è croce e delizia di ogni turista. È una guida indispensabile per esplorare una nuova città. Ma è scomoda, fragile e deperibile. Ripiegarla nella giusta maniera è quasi sempre impossibile. Spesso, si riduce a brandelli prima ancora della fine della vacanza.

Il giovane designer Emanuele Pizzolorusso ha avuto un'idea semplice ed efficace: stampare le mappe cittadine su un tessuto morbido e impermeabile. La carta può essere appallottolata e riposta in tasca o nello zaino, oppure riporla nell'apposito sacchetto, senza più doversi preoccupare di ripiegarla nel modo giusto.

Le "Crumpled City Maps" sono resistenti, permettono di avere tutta la città letteralmente a portata di mano. E all'occorrenza, si rivelano molto utili anche in caso di acquazzoni!
In vendita sul sito di Emanuele Pizzolorusso

via Core77


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green-patriot.jpg
I cambiamenti climatici sono senz'altro il problema del nostro tempo. Ma il movimento ambientalista sta informando la gente nel modo giusto? Secondo Edward Morrisis e Dmitri Siegel, c'è ancora molta strada da fare. I due hanno ideato il Green Patriot Posters, un progetto che vuole stimolare la comunità dei graphic designer a realizzare poster informativi per la promozione di un futuro sostenibile.

Morrisis è il fondatore del Canary Project, un'organizzazione che produce media visivi per informare il pubblico sui cambiamenti climatici. Siegel è un esperto di marketing ed e-commerce che tiene numerose conferenze sul design, sulla tecnologia e sulla cultura digitale. I due sostengono che il messaggio ambientalista non sia ancora comunicato con la dovuta incisività.

Per questo, hanno creato un sito dove i creativi di tutto il mondo possono inviare un contributo. Il Green Patriot Posters si ispira ai manifesti di propaganda USA della Seconda Guerra Mondiale. Con la semplicità del poster si vuole comunicare tutta l'emergenza del problema, e insieme lanciare un forte invito all'azione.

Morrisis e Siegel hanno ricevuto numerose proposte dal tono di voce più vario, dal catastrofico all'ottimista. Naturalmente, non c'è una soluzione giusta. Ma nell'insieme, tutte le proposte pervenute sembrano approdare a soluzioni comuni, come se contenessero l'embrione di una saggezza ambientale collettiva. I migliori poster sono stati raccolti su un libro in vendita su Amazon.com

Sito del Green Patriot Posters


via Design Observer


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crowdsourcing_270x410.jpg(foto: saggio sull'argomento di Jeff Howe, editor di Wired)

Il crowdsourcing è un fenomeno relativamente nuovo che sfrutta le potenzialità delle community. Esistono numerosi siti (Crowdspring è uno dei più noti) sui quali un'azienda può pubblicare un brief, chiedendo a designer e grafici progetti come loghi, restyling del proprio sito e così via. La comunità di professionisti e freelance si mobilita, partecipando a una competizione che genera decine e decine di idee. Il committente della gara sfoglia le proposte creative e sceglie il vincitore. Spesso, i compensi sono molto piccoli e non superano i 100 dollari.

L'art director Paul Gonzalez si interroga sulle opportunità offerte dal crowdsourcing sul blog di Fuel Your creativity. Il pericolo, scrive, è che il lavoro venga svalutato e sottopagato. Oltre al costo ridotto, questo sistema mette sullo stesso piano il lavoro di semplici studenti e quello di professionisti con molti anni di esperienza. D'altro canto, nella maggior parte dei casi, la competizione tende a premiare le soluzioni creativamente più valide.

Con il crowdsourcing il cliente vince sempre, almeno dal punto di vista della quantità, raccogliendo centinaia di proposte creative a costo bassissimo. Naturalmente c'è il rischio di scegliere una soluzione poco originale: un pericolo molto grave per un marchio in cerca di una propria identità unica e inimitabile. E poi, chi ci dice che le soluzioni scelte dal cliente - senza la consulenza di un professionista - siano quelle effettivamente giuste?

Via Fuel your creativity



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john168.jpgJohn Kenn è un giovane artista nato in Danimarca nel 1978. Scrive e dirige programmi televisivi per ragazzi. Più che come autore tv, è noto soprattutto per le sue stupefacenti illustrazioni. Kenn disegna soggetti macabri su post-it. Il suo blog attira migliaia di visitatori, che si lasciano rapire da questi disegni pieni di magia e senso del meraviglioso.

Probabilmente questi lavori non sono molto originali. Kenn deve un pesante tributo a illustratori come Edward Gorey. Nonostante tutto, i suoi doodle (scarabocchi) sono piccoli capolavori. E il suo blog val bene una visita.

Blog di John Kenn


Via Escape into life




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Telefonare fa male

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Le distrazioni alla guida possono essere fatali. Secondo la Fondazione Ania, il 30% degli incidenti stradali è causato da persone imprudenti che quando sono al volante usano il cellulare, inviano sms o si accendono sigarette.

Il fenomeno non è solo italiano. Anche in Romania un gran numero di incidenti stradali è causato dall'uso improprio del cellulare. Addirittura, secondo la polizia romena guidare e chiacchierare al telefono è più pericoloso della guida in stato di ebrezza.

Qualche tempo fa, a Bucarest, è stato realizzato un divertente filmato interattivo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema. Per due giorni un video è stato proiettato sulla facciata del centro commerciale della città. Nelle immagini si vedeva una ragazza alla guida che invitava i passanti a telefonarle. Ma tutti quelli che hanno provato a comporre il numero hanno avuto una bella sorpresa...

Via Osocio


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L'invenzione della Linotype rivoluzionò il mondo della stampa ed ebbe un ruolo vitale nella diffusione della cultura contemporanea. Ideata nel 1886 dall'orologiaio Ottmar Mergenthaler, la macchina permetteva a una sola persona di compiere il lavoro di un'intera squadra di tipografi. La Linotype contribuì alla diffusione dei quotidiani, insieme alla possibilità di stampare libri a basso costo e in alte tirature. Più di un secolo fa, diede il via a una rivoluzione nel campo della comunicazione comparabile solo all'attuale invenzione di internet.

A partire dagli anni '50, la Linotype iniziò a essere sostituita da nuove tecnologie. Le macchine furono progressivamente smantellate. Oggi esistono rari esemplari funzionanti e, ancor meno, persone in grado di utilizzarli. Quei pochissimi linotipisti ancora in attività non hanno giovani apprendisti a cui trasferire le loro conoscenze.

Un gruppo di di ex operatori, storici, stampatori, graphic designer e semplici appassionati sono passati all'azione e hanno deciso di realizzare un film nel tentativo di salvare la Linotype dalla discarica e, soprattutto, dal dimenticatoio.

"Linotype: The Film" è un documentario che evita la trappola della nostalgia. Il film è un reportage ricco di interviste a quei professionisti che ebbero il privilegio di usare questa macchina straordinaria. Al tempo stesso, è una testimonianza sul contributo che questa tecnologia diede al mondo della cultura e della comunicazione.

Il documentario è autoprodotto attraverso una formula di crowdfunding. Per versare il proprio contributo è sufficiente visitare il sito ufficiale del progetto e cliccare sul pulsante per effettuare donazioni.

via Kickstarter

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Negli Stati Uniti è appena iniziata una controversa campagna contro il fumo commissionata dalla Food and Drug Administration. L'operazione consiste nell'apporre sui pacchetti di sigarette delle immagini truculente che coprono parzialmente il marchio, accompagnate da un testo che spiega i pericoli del tabagismo.

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Tuttavia, la campagna sta già suscitando alcune perplessità. Il Canada, infatti, ha lanciato una campagna simile una decina d'anni fa, ottenendo - a quanto sembra - risultati poco apprezzabili. Il governo canadese ha infatti deciso di ridimensionare questi investimenti, nonostante le pressioni dei gruppi anti-fumo.

Il giornale dell'associazione medica canadese ha pubblicato una ricerca in cui si dimostra che, a lungo andare, questi annunci diventano inefficaci. I fumatori, tutt'altro che impressionati, si abituano subito a questi messaggi choc. Quindi, il concept creativo dovrebbe essere rinnovato in continuazione. 

via Osocio

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Come cambieranno i computer che utilizziamo tutti i giorni? Secondo questa interessante infografica sviluppata dal team di Focus, non ci sono dubbi: useremo tutti l'iPad. Secondo una ricerca Forrester, infatti, il 14% dei consumatori online prevedono di comprare un iPad nei prossimi 5 mesi. Si tratta di ben 28 milioni di persone. Anche supponendo che solo una piccola parte di loro compri effettivamente il tablet della Apple, si ottiene comunque una bella cifra.

The_Tablet_Takeover.png

Al contrario di quanto si pensava alcuni mesi fa, i tablet stanno così cannibalizzando le vendite di portatili, rivoluzionando numerosi mercati. Dal lancio dell'iPad, negli USA si vendono sempre meno laptop. Ad agosto i computer portatili hanno registrato vendite negative.

Come se non bastasse, il successo dei tablet sta avendo effetti collaterali anche nei confronti di altri prodotti. Periferiche come mouse e tavolette grafiche sono diventate di colpo obsolete. L'industria dei videogame sta subendo uno scossone. I tablet sono infatti in grado di fornire un divertimento "easy", e si rivelano anche ottimi sostituti di lettori mp3, smartphone e lettori di ebook. Ci sono ancora alcuni limiti tecnologici da superare, come la mancanza di multitasking. Nonostante tutto, il futuro dei computer sembra sempre più a portata di mano. Sarà vero?

via Design Sojourn



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In un'epoca in cui il computer domina il mondo della grafica e delle arti, qualcuno decide di tornare alle origini utilizzando forbici, colla e tanta inventiva. L'artista scozzese Lola Dupre realizza incredibili fotomontaggi proprio con questi mezzi semplici ed efficaci. Grazie alla tecnica del collage, l'artista dà vita a soggetti surreali e di grande impatto: ritratti, illusioni grafiche, creature fantastiche e molto altro ancora.

La parte più difficile del suo lavoro consiste nel trovare una base fotografica di partenza. Spesso la Dupre inizia da una foto ad alta risoluzione scaricata da Internet. L'immagine viene quindi stampata più volte in varie dimensioni. Quindi, procede a ritagliare i pezzi di cui ha bisogno, incollandoli in una forma completamente nuova.

La tecnica di Lola Dupre si è perfezionata con il tempo. L'artista ha iniziato da opere realizzate a partire da due o tre immagini, per poi sperimentare - nelle più complesse opere recenti - con numerosi colori e forme. Sul suo sito è possibile ammirare il suo vasto portfolio.

via Lola Dupre




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È vero che ci sono più web designer uomini che donne? Secondo un sondaggio online promosso dal sito A list apart, i web designer maschi sarebbero addirittura l'82.6%. Inoltre, il 66.5% degli intervistati che hanno partecipato al sondaggio sostengono che non ci sono problemi di pari opportunità nel campo del design.

John Mindiola, professore presso la School of Technology and Design presso il Rasmussen College, In Minnesota, si chiede come sia possibile. Nelle classi dove insegna design la proporzione tra maschi e femmine è 50/50. Come mai, allora, c'è questa disparità in ambito lavorativo?

Mindiola esprime la sua opinione dalle pagine di Smashing Magazine. Citando vecchie ricerche e interviste, attribuisce la causa a un mix di influenze culturali e pregiudizi, visto che il mondo del web design sarebbe strettamente collegato a quello dei videogames e dei computer. Quindi - è la conclusione che sembra sottintesa nel ragionamento -
si tratta di àmbiti che tradizionalmente sono di appannaggio del sesso maschile. Ma è davvero così? Sul blog di Smashing Magazine si accendono le polemiche...

via Smashing Magazine



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Tree of codes, l'ultimo libro dell'affermato scrittore Jonathan Safran Foer, è un'opera inimitabile a metà tra letteratura e graphic design. Ogni pagina del libro è intagliata con una fustella diversa. Il risultato è un prodotto che somiglia quasi a una scultura, pieno di giochi linguistici nati dall'unione delle parole stampate sulle varie pagine.

La produzione del libro è stata travagliata. Tutti gli stampatori contattati dallo scrittore si sono rifiutati di portare a termine un lavoro così complesso. Lo studio Die Keure in Belgio ha accettato la sfida. Dall'ideazione al prodotto finito, la lavorazione ha richiesto oltre un anno.

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Foer era interessato a esplorare e sperimentare nuove forme di comunicazione combinando letteratura e cartotecnica. "Tree of codes" è un'opera unica e che sta riscuotendo ottimi consensi. Di seguito, il video con le reazioni divertite dei primi fortunati lettori.

Il libro può essere ordinato presso Visual Editions




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Sul blog di Mondotees sono disponibili sensazionali poster non ufficiali di celebri film. Artisti e graphic designer hanno dato una personalissima interpretazione delle loro pellicole preferite realizzando locandine che in molti casi sono più belle delle originali.

Sono utilizzate le più svariate tecniche grafiche e di stampa. La locandina di Monsters, film di fantascienza appena uscito nei cinema USA, è stampata su metallo e sottoposta a una indicibile serie di "torture". L'artista Daniel Brough-Stevenson a realizzato 50 stampe, le ha corrose con acido e le ha fatte saltare i aria con degli esplosivi. Il risultato sembra provenire direttamente da un campo di battaglia.

L'Episodio V di Star Wars, da molti ritenuto il migliore della serie, ha ricevuto il delizioso omaggio di Frank Stockton. L'autore ha realizzato una serie di 360 stampe numerate a mano che non possono mancare nella collezione degli appassionati.

La fantascienza si conferma uno dei generi preferiti da questi designer. Sul sito è possibile sfogliare una bellissima galleria di esempi e, magari, portarsi a casa uno di questi poster unici.

via Mondotees


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Da qualche tempo, al confine tra Canada e USA, presso Vancouver, è apparsa un'enigmatica affissione. Si tratta di una struttura a forma di billboard pubblicitario realizzata con un groviglio di bacchette d'acciaio. L'installazione ricorda l' "effetto neve" di un televisore, e dà l'idea di una finestra aperta sul cielo.

Il titolo dell'opera è "Non-sign II". Il progetto è stato finanziato dal governo federale americano, che aveva intenzione di collocare un'opera d'arte pubblica nei pressi della nuove stazione di controllo sul confine settentrionale. Il concorso è stato vinto dalla Lead Pencil Studio di Seattle.

Lo studio, che da sempre divide il suo lavoro tra arte e architettura, ha dovuto superare 2 step di approvazione dopo essersi aggiudicato la commissione. Non-sign II costringe lo spettatore ad avere una visione su nient'altro che sul cielo, a simboleggiare l'apertura tra le due nazioni.

via Fast Code Design


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9781568989754.jpgRisolvere i problemi delle nostre città è possibile. Basta che chiunque abbia una buona idea dia il suo contributo.
Keith Moscow e Robert Linn sono gli autori di "Small Scale: creative solutions for better city living". Il libro raccoglie una cinquantina di progetti sviluppati da altrettanti designer, ciascuno destinato a migliorare gli spazi urbani.

L'idea è di utilizzare la città come una piattaforma open source, invitando i giovani designer a sviluppare progetti che risolvano un problema specifico. Il libro raccoglie progetti speculativi così come quelli effettivamente realizzati. Dal ponte che si ripiega su sé stesso se non viene utilizzato, al distributore verticale di automobili, alla fermata di autobus che diventa un rifugio per l'inverno, le pagine sono piene di idee per una città più vivibile.

Il volume è organizzato in tre parti: progetti che offrono soluzioni pratiche, interventi che condividono informazioni o semplici divertissement che rendono le città più accoglienti. Naturalmente, sono privilegiate le idee che consumano poche risorse energetiche e che aiutano a rendere la vita urbana più sostenibile.

via Dexigner

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“I medici si fanno pagare per una risonanza magnetica. I commercialisti si fanno pagare per la revisione dei conti. Gli avvocati per le consulenze.” E perché anche noi graphic designer non dovremmo farci pagare, con tutte le gare a cui partecipiamo e le idee che gratuitamente sforniamo?

Lo sostiene Blair Enns, esperto di marketing e autore del libro "Win Without Pitching Manifesto" (Manifesto del vincere senza gare). Dopo 12 anni di carriera per alcune delle più grandi agenzie di comunicazione, Blair si è dedicato a sviluppare il suo personalissimo pensiero. L'autore offre alle agenzie una serie di strategie alternative e un codice di condotta su come acquisire nuovi clienti senza scendere a troppi compromessi.

Con il suo manifesto, Blair Enns dà consigli interessanti alle agenzie che vogliono sfuggire dal vortice delle gare, e che non vogliono essere più alla mercé degli uffici acquisti e dei clienti. Enns utilizza uno stile per aforismi, diretto e vivace. Per esempio:
"Non risolveremo problemi prima di essere pagati.
Il nostro pensiero è il nostro maggior valore aggiunto; non ce ne separeremo senza compenso adeguato. Se dimostriamo di non dar valore al nostro pensiero, i nostri clienti e prospects faranno altrettanto. I nostri clienti paganti possono riposare, sicuri che le nostre menti migliori saranno concentrate a risolvere i loro problemi e non i problemi di coloro che devono ancora pagarci".


Win Without Pitching Manifesto è interessante e stimolante. Pieno di buone idee e di buone intenzioni. Ma si tratta di consigli applicabili con facilità?

Il libro può essere letto gratuitamente online all'indirizzo http://www.winwithoutpitching.com

via David Airey

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Run for fun

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Il running è il cuore pulsante di Nike. Fin dagli inizi, il brand ha proposto scarpe tecnologicamente avanzate per i corridori. E con la sua ultima iniziativa, ha ideato un nuovo modo di correre: giocoso, libero e senza freni.

Nike Grid è un entusiasmante gioco ambientato a Londra, e ideato per attrarre ancora più giovani verso il mondo del running. L'idea è di trasformare la città in un immenso gioco da tavolo. I runner sono invitati a sfidarsi, a "riprendersi le loro strade". Lo scopo è di accumulare punti a seconda delle corse completate nei propri quardieri e in quelli altrui. Come in un videogame, bonus e premi sono assegnati ogni volta che gli obiettivi sono completati.

Il gioco, che sta coinvolgendo migliaia di persone, vede i partecipanti correre da una parte all'altra della città per conquistare nuove posizioni. Si può giocare giorno e notte, ed è possibile connettersi a uno speciale social network per confrontare i propri risultati.

La particolarità di Nike Grid sta nell'utilizzare le già esistenti cabine telefoniche per comunicare gli obiettivi raggiunti. Questa soluzione ha dato al gioco un irresistibile appeal urbano, trasformando Londra in un "real world web" che invita le persone a uscire e diventare attive.
Il progetto è stato realizzato dalla V+K London.

via V+K London


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Ogni anno nel Regno Unito oltre 150.000 persone perdono la vita in situazioni in cui il primo soccorso sarebbe stato sufficiente a salvarle.

La St John Ambulance insegna le nozioni di pronto soccorso a studenti, lavoratori e volontari, nelle comunità e nei posti di lavoro. Lo scorso anno ben 800.000 persone hanno partecipato a questi corsi.
L'organizzazione ha realizzato un coinvolgente video per promuovere la sua attività. L'idea forse non è nuova, ma di certo efficace. Grazie a un colpo di scena finale strappa-applausi, grazie alla complicità di un "intruso" tra il pubblico.

Scott Jacobson, direttore marketing e responsabile del fundraising della St John Ambulance, racconta: "Volevamo simulare una situazione drammatica che avesse reso le persone consapevoli del problema, aiutandoci a diffondere il nostro messaggio", incoraggiando così le persone a partecipare a questi corsi di primo soccorso.

Maggiori informazioni sull'iniziativa sul sito della St John Ambulance

via Osocio

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Come nasce un'innovazione? Il nuovo libro di Steven Johnson, giornalista statunitense che scrive per Wired, cerca di rispondere a questa domanda. "Where Good Ideas Come From" è un viaggio affascinante attraverso la storia dell'innovazione umana. Dal Rinascimento all'era di Internet, si cerca quel nesso evolutivo tra creatività e tecnologia.  

Johnson argomenta la sua tesi tratteggiando un interessante parallelismo tra la biologia e il mondo delle idee.  L'innovazione - come l'evoluzione - procede a piccoli passi, con un processo semplice. Il  ragionamento valuta le alternative e formula ipotesi, allo stesso modo di quando esploriamo una stanza alla volta un luogo che non conosciamo. Come in biologia, un pensiero si nutre di nuovi dati e, attraverso una selezione naturale per tentativi ed errori, può diventare un'innovazione. Così come un animale che si nutre di ciò che trova, un pensiero può raccogliere idee, informazioni e dati lasciati da altri, portando a una soluzione innovativa.

L'habitat delle idee è una "rete liquida" di informazioni, simile all'acqua in cui le cellule primordiali vivono e si evolvono. Il web, grazie alla maggiore velocità in cui diffonde le informazioni, è quindi un potente generatore di idee e innovazioni. Secondo Johnson le idee non nascono da un'illuminazione coltivata da un genio solitario, ma in una specie di brodo primordiale fatto di relazioni e informazioni. Un ambiente altamente competitivo e caotico dove solo le idee più forti sopravvivono.

"Il libro è organizzato attorno a una dozzina di aneddoti sull'innovazione scientifica, tecnologica e culturale". Johnson racconta, per esempio, "come Brian Eno inventò un nuovo genere musicale per aver ascoltato troppo la radio sulle frequenze AM; come Gutenberg prese a prestito dall'industria dei vini la sua idea cruciale per inventare la moderna stampa [...] come un team di designer creò l'incubatrice utilizzando interamente ricambi e pezzi di  automobile [...]"

"Where Good Ideas Come From" è attualmente in vendita su Amazon e Barnes & Noble.

via Steven Berlin Johnson



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Design per la vita

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A Detroit ci sono oltre 32.000 persone senzatetto. La città, già colpita gravemente dalla crisi economica, non ha fondi a sufficienza per dar loro un rifugio. Oltre la metà di queste persone è costretta a dormire all'aperto.

Veronika Scott, del College for Creative Studies della città, ha realizzato un progetto per dar loro qualcosa di semplice, ma indispensabile: il cappotto Element S.
Element S (dove 'S' sta per 'survival') è un indumento auto-riscaldante, impermeabile in grado di trasformarsi in un sacco a pelo durante la notte. Può essere realizzato dagli stessi senzatetto, e fa parte di un progetto di empowerment per restituire fiducia a queste persone.

Come spiega la Scott, infatti, "per coloro che non hanno una casa, il cappotto è anche il loro rifugio". Questo ibrido tra un giaccone e un sacco a pelo utilizza il calore catturato durante il giorno per fornire un maggiore tepore durante la notte.

Il cappotto è realizzato in lana e Tyvek (una fibra sintetica traspirante) e ha un design sufficientemente semplice per poter essere assemblato anche da chi ha poca esperienza nel cucito. Grazie alla sponsorizzazione della Carhartt, una società di Detroit che produce abiti da lavoro, e con l'aiuto dei servizi sociali, il progetto sta per diventare realtà.

Sul sito di Veronika Scott è possibile seguire gli sviluppi del progetto ed effettuare donazioni.


The Empowerment Plan

via Core77

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