Rand contro il postmoderno

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Paul Rand (parte 8/9)

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Durante gli ultimi anni della sua carriera, Paul Rand accese una polemica sulla nascita della teoria postmodernista ed estetica del design. Nel 1992, Rand lasciò la sua carica a Yale per protesta riguardo l’offerta di lavoro alla designer postmoderna e femminista Sheila Levrant de Brettesville, e convinse il suo collega Armin Hofmann a fare lo stesso. Per giustificare la sua decisione, Rand firmò l’articolo “Confusion and Chaos: la seduzione del graphic design contemporaneo” dove denunciò il movimento postmoderno come “schizzinoso e frivolo, che si culla nella noia che si costruisce da sé”.

 

Nonostante l’importanza che i designer attribuiscono al suo libro “Thoughts on Design”, i saggi successivi di Rand come “From Lascaux to Brooklyn” gli fecero guadagnare da alcuni una reputazione di “reazionario e ostile alle nuove idee sul design”. Steven Heller difenderà le idee mature di Rand, definendo il designer “un nemico della mediocrità, un modernista radicale” mentre Favermann considera il suo pensiero di fine carriera come quello di “un anziano arrabbiato e reazionario”.


Parti precedenti:

1. Paul Rand
2. Paul Rand agli inizi della carriera
3. I primi successi di Paul Rand
4. I progetti corporate di Rand
5. Il marchio IBM
6. Gli ultimi lavori di Rand
7. Influenze filosofiche su Rand



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