Milton Glaser, il "Liberal"

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Milton Glaser (parte 5/6)

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Glaser era conscio del fatto che la professione del graphic designer implica numerose responsabilità.

Un graphic designer, sosteneva Glaser, è a metà tra l’artista e l’uomo d’affari. Il suo ruolo è di regalare qualcosa alla società che verrà, qualcosa in cui la gente possa identificarsi. Bisogna così creare progetti che propongano un cambiamento positivo.

 

Glaser aggiornò il suo celebre logo “I love NY” dopo la tragedia dell’undici settembre, applicando una bruciatura sul cuore e cambiando il claim con “I love NY even more”. Si stima che circa un milione di poster con il nuovo logo fossero stati distribuiti come allegati al Daily News. Glaser intuì che il suo design rifletteva il sentimento comune della nazione e dei newyorchesi.

 

Considerato da sempre un designer “liberal” e progressista, ha sempre affrontato i suoi lavori con passione e coinvolgimento. Atteggiamento che a volte gli ha causato qualche difficoltà.

Quando il Museo dell’Olocausto di Houston gli commissionò un poster per il decimo anniversario, Glaser impiegò diversi mesi a terminarlo a causa del profondo coinvolgimento personale.

Era infatti tormentato dall’idea che moltissime persone ignorassero il reale significato dell’Olocausto. Quando ebbe questa consapevolezza, ritenne di non riuscire a compiere un lavoro all’altezza.


Parti precedenti

1. Milton Glaser, il rinnovatore
2. La fondazione del Push Pin Studios
3. Imprenditore e graphic designer
4. I riconoscimenti di Glaser



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