Aubrey Beardsley
Nel 1894 vede la luce The Yellow Book, di cui sarà unico
protagonista Aubrey Beardsley (1872-1898),
destinato a influenzare grandemente la grafica editoriale. Beardsley,
interprete di una brevissima ma fulgida carriera, è unanimemente considerato il
più illustre tra i disegnatori inglesi.
«A
vent’anni aveva già pienamente interpretato il gusto fine secolo con una serie
di disegni sorprendenti per audacia e, anche, per artificiosità». Così Tschudi Madsen, uno dei massimi
esperti dell’Art Nouveau, che continua: «Il
più importante contributo dato da Beardsley allo sviluppo dello stile lineare,
consiste forse nella sua straordinaria capacità di rendere attivi, con il solo
gioco della linea, sia lo spazio racchiuso da un contorno, cioè, per
intenderci, lo spazio su cui campeggiano le sagome di oggeetti e figure».
E’ riscontrabile una certa similitudine
fra il disegno di Beardsley e quello di Ricketts, ma mentre quest’ultimo si
propone come progettista grafico, dimostrando un perfetto controllo dei mezzi
tecnici, dall’intaglio dei legni per le immagini all’uso dei caratteri da
stampa, il primo è soprattutto illustratore, a tal punto che smentendo in parte
l’insegnamento di Morris, in Beardsley
testo e immagini non risultano in relazione tra loro, ma risultano del tutto
indipendenti. In tutta l’arte grafica inglese, e in particolare fra i
componenti delle Arts and Crafts, è comunque evidente l’interesse per la
decorazione piana e bidimensionale.
Parti precedenti:
1. L'opposizione tra geometrismo e naturalismo2. Nascita di una disciplina grafica
3. Gli ornamenti di Owen Jones
4. La linea e la forma
5. L'Esposizione di Londra del 1851
6. La Morris, Marshall & Faulkner
7. La Kelmscott Press di Morris
8. Il rinnovamento nelle arti decorative
9. Arthur Mackmurdo
10. Charles Ricketts
11. Grafica editoriale e modern style
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