L'opposizione tra geometrismo e naturalismo

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Manifattura e arte (Parte 1/14)

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Intorno alla metà del XIX secolo esiste ancora un’opposizione fra geometrismo e ornamento naturalistico, che non costituisce soltanto un fatto di scelte formali, ma coinvolge questioni ben più complesse per le quali scendono in campo anche teorici e filosofi.

 

Prediligere la decorazione geometrica significava infatti mettersi dalla parte dei neoclassici, rifarsi inevitabilmente a una cultura di tradizione greca. Ma significava anche operare per la perfezione costruttiva e implicitamente per il «meccanizzato» e per la produzione di serie.

 

Questo è ciò che pensava John Ruskin, difensore a oltranza invece delle forme gotiche, forme ispirate alla natura, al mondo vegetale, realizzate dalla mano artigiana e come tale imperfetta. Per Ruskin la perfezione è un ideale di degradazione; egli è contro la precisione meccanica e a favore dei ritmi organici.


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