La rivista "Ver Sacrum"

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Da Glasgow a Vienna (parte 5/16)

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Nel «Ver Sacrum», la rivista del gruppo secessionista, lo stile era stato subito identificato nel taglio quadrato sia del formato  del fascicolo, sia della pagina tipografica, e ancora nella chiara compattezza del blocco del testo.

 

Il titolo della rivista, riferito alla cerimonia romana di sacrifici propiziatori, drammatizzava in termini simbolisti la speditezza moderna della rivista monacense fondata due anni prima, «Jugend», irrigidendo dunque in un’aria rituale la freschezza dell’invenzione modernista: ritualità che andava oltre il paganesimo ferino, fortemente intellettualistico ma insieme liberatorio, dell’altra rivista portavoce del gusto nuovo, la berlinese «Pan».

 

Sicché l’aristocrazia dei concetti non contraddiceva l’ipotesi di una divulgazione della bellezza: «Ver Sacrum» non era rivista per soli iniziati e la Wiener Werkstaette produceva molti oggetti anche semplici e maneggevoli, adatti a una clientela non sofisticata,  tanto più che erano in gran parte oggetti d’uso corrente. E’ anzi legittimo individuare nelle prediche moralistiche di Loos contro la decorazione e nel suo disprezzo per l’artigianato uno snobismo intellettuale assai maggiore.


Parti precedenti:

1. Art Nouveau in Austria
2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt



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