La rivista "Ver Sacrum"
Nel «Ver
Sacrum», la rivista del gruppo secessionista, lo stile era stato subito
identificato nel taglio quadrato sia del formato del fascicolo, sia della pagina tipografica,
e ancora nella chiara compattezza del blocco del testo.
Il titolo della rivista, riferito alla
cerimonia romana di sacrifici propiziatori, drammatizzava in termini simbolisti
la speditezza moderna della rivista monacense fondata due anni prima, «Jugend», irrigidendo dunque in un’aria
rituale la freschezza dell’invenzione modernista: ritualità che andava oltre il
paganesimo ferino, fortemente intellettualistico ma insieme liberatorio,
dell’altra rivista portavoce del gusto nuovo, la berlinese «Pan».
Sicché l’aristocrazia dei concetti non
contraddiceva l’ipotesi di una divulgazione della bellezza: «Ver Sacrum» non
era rivista per soli iniziati e la Wiener
Werkstaette produceva molti oggetti anche semplici e maneggevoli, adatti a
una clientela non sofisticata, tanto più
che erano in gran parte oggetti d’uso corrente. E’ anzi legittimo individuare
nelle prediche moralistiche di Loos
contro la decorazione e nel suo disprezzo per l’artigianato uno snobismo
intellettuale assai maggiore.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
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