Il gusto viennese

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Da Glasgow a Vienna (10/16)

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Mentre il critico Bahr individuava un graduale progredire verso l’astrazione, il sistema «ad quadratum» si estendeva e si impossessava di tutta la grande progettazione viennese.

 

Nell’architettura, Otto Wagner, prontissimo a cogliere il senso dei tempi e del gusto nuovo e a riuscire ad anticiparlo, pur senza averlo inventato, già sul finire del secolo aveva dato saggi di impaginazione à plat dei propri edifici, scrivendo la decorazione della facciata sulla Linke Wienzeile.

 

Le sue stupefacenti stazioni della metropolitana mediavano ancora il tema del sacello bizantino con il tema dell’edificio barocco a pianta centrale e cupola mossa, in una contaminazione reinventata marcata Jugendstil. Subito dopo, però, mentre Fabiani e Plecnick sperimentavano, nelle loro case più pitagoriche progettazioni, con una serie di colpi di genio Wagner produce in successione l’edificio della Postparkasse e la chiesa am Steinhof: inno alla formula «ad quadratum», trionfo della ininterrotta luminosità spaziale e della parsimonia di decorazione, unite a una tensione estetica, ed estetizzante, portata al diapason; emblema macroscopico dello «stile Secessione».


Parti precedenti:

1. Art Nouveau in Austria
2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"

8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato



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