La secessione viennese
Lo scrittore Ludwig Hevesi, tenendo a battesimo nel 1897 la Secessione
viennese, auspicava che essa potesse portare l’arte austriaca «a quel
livello internazionale» cui essa aspirava e per il quale aveva le potenzialità.
Qui si può ravvisare uno degli aspetti
più singolari della Vienna fine di secolo: la capitale dell’impero asburgico si
trova, al tempo stesso, ad essere luogo d’incontro e coagulo di realtà
linguistiche, etniche e culturali diverse.
La splendida città che nel giro di una
ventina d’anni si era data un assetto urbanistico-monumentale di alto fascino e
decoro, con l’allineamento di edifici rappresentativi lungo il percorso del
Ring, tradiva, per bocca di numerosi suoi intellettuali o di giovani artisti
impazienti, l’ansia di sprovincializzarsi, che suona sorprendente se, alla luce
della prospettiva storica, valutiamo la straordinaria concentrazione di
talenti, in tutti i campi delle attività creative e di pensiero, che si sono
verificati dopo il 1880.
Dalle scienze alla medicina, dalla psicoanalisi alla letteratura, dalla storiografia dell’arte alla musica.
Parti precedenti:
0 TrackBacks
Listed below are links to blogs that reference this entry: La secessione viennese.
TrackBack URL for this entry: http://blog.cartaematita.com/cgi-bin/mt/mt-tb.cgi/240
Leave a comment