Art Nouveau in Austria

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Da Glasgow a Vienna (parte 1/16)

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Fra le varie denominazioni assunte dall’Art Nouveau, nell’area germanica viene comunemente adottata quella di Jugendstil, riferita alla rivista «Jugend» attiva a Monaco dal 1896.

 

Anche in questo caso lo stile si esprime secondo una traduzione grafica del mondo vegetale, ma spinto al limite dell’astratto. Il gruppo di artisti che meglio lo rappresenta è costituito quasi esclusivamente da monacensi, da Obrist a Riemerschmid, da Eckmann a Endell, tra i fondatori delle Vereinigten Werkstaetten.

 

Diverso è l’allineamento dell’Austria al rinnovamento artistico europeo. La scintilla scatta con la Wiener Secession, fondata nel 1897 di cui Gustav Klimt è il capo carismatico, alla quale però forniscono un apporto determinante i giovani architetti della Wagnerschule, Olbrich e Hoffmann; inoltre, su posizioni critiche e contrapposte, Adolf Loos.

 

Sia nella ornamentazione grafica di cui la rivista «Ver Sacrum», organo ufficale dei secessionisti offrirà i migliori esempi, soprattutto con l’attività grafica di Kolo Moser, sia con i primi mobili di Hoffmann, risulta evidente l’influsso anglosassone su Vienna.

 

Dopo la mostra di Mackintosh e degli altri della Scuola di Glasgow nella capitale austriaca, si consolidano i legami con l’arte d’oltre Manica e, dopo qualche anno, prende avvio la Wiener Werkstaette, società per la produzione di mobili e oggetti d’arte decorativa.


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