Stanley Morison al Times
Il processo di coinvolgimento formale di Morison al «Times» fu graduale, fino a
quando nel 1929 fu nominato consigliere tipografico. Il suo primo compito fu
quello di riprogettare il giornale dalla prima all’ultima pagina. Furono
provati diversi caratteri esistenti, ma sia Morison sia lo staff esecutivo del
giornale, li trovarono inadatti per una ragione o per l’altra, così si decise di stabilire alcuni criteri
per la creazione di una nuova serie di caratteri. Morison pensò di adottare
come punto di partenza un vecchio carattere olandese che già si era rivelato
utile a risolvere alcune sue esigenze, il «Plantin»; da qui si diede inizio a
numerosi sottili o più evidenti cambiamenti.
Nel suo ruolo di direttore creativo guidò Victor Lardent, che lavorava nel
reparto artistico del «Times«, nel disegno del nuovo carattere. Nei confronti
del «Plantin», le grazie terminali di ogni lettera vennero maggiormente
affinate e rese appuntite, il contrasto delle aste venne aumentato e le curve
perfezionate. Nacque così il «Times New Roman» (1931), un carattere certamente
più aggraziato ed elegante del Plantin. Nell’ottobre del 1932 il carattere fu
usato per la prima volta per stampare l’omonimo giornale londinese, e l’anno
successivo furono ceduti i diritti di riproduzione per le matrici della Monotype e della Linotype.
Parti precedenti:
1. Il rinnovamento della stampa
2. Morris e Benton3. I caratteri sans serif
4. Frederic Goudy
5. Goudy a Chicago
6. I font creati da Goudy
7. Eric Gill
8. Eric Gill agli inizi
9. Eric Gill alla fine del XIX secolo
10. Sperimentazione in Eric Gill
11. Stanley Morison
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