Il rinnovamento della stampa
Gli ultimi decenni del XIX secolo furono
determinanti per lo sviluppo delle moderne comunicazioni, non solo per
l’evoluzione delle immagini, ma anche per il progredire nella diffusione dei
testi, grazie a importanti conquiste tecniche che hanno facilitato la
produzione. Si pensi che fino agli anni Ottanta del secolo la composizione dei
caratteri tipografici nella realizzazione di un libro, ad esempio, non era
molto dissimile da quella dei tempi di Gutenberg.
Comporre una pagina di caratteri per la stampa era ancora un lavoro del tutto
manuale altamente specializzato, in cui ogni carattere, ogni spazio e ogni
interlinea venivano estratti manualmente da una cassa e collocati sul
compositoio, fino a racchiudere la forma della pagina.
Dopo il 1880 vennero realizzati impianti capaci
di generare e comporre meccanicamente i caratteri; al centro di tale
cambiamento si collocano principalmente tre invenzioni: la punzonatrice pantografica nel 1884; la linotype, che fondeva intere righe di caratteri, nel 1886; la monotype, che fondeva singoli caratteri
accostandoli uno dopo l’altro, nel 1893. Così, dopo l’invenzione della
litografia, la costruzione dei primi torchi a vapore per la stampa piana, le
prime rotative, la scoperta e la rapida evoluzione della fotografia e, a fine
secolo, la riproduzione fotomeccanica delle immagini, si ebbero grandi
ripercussioni sulle potenzialità e sul contesto della riproduzione della parola
e dell’immagine a stampa. Esamineremo da oggi alcuni sviluppi del rinnovamento
dei caratteri da stampa nella scia delle nuove esigenze della società
industriale che si stava formando con il XX secolo.
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