I font creati da Goudy

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I riformatori della scrittura (parte 6/18)

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Sarà comunque negli ultimi anni del secolo che Goudy si dedicherà al disegno dei suoi primi alfabeti. Fra i numerosi caratteri da lui disegnati, con tutte le variazioni di peso e di occhio, secondo il suo biografo Bruckner, è il «Deepdene» il carattere maggiormente caratterizzato, anche se designer e stampatori hanno sempre privilegiato il «Goudy Modern», il «Goudy Newstyle» e l’«Italian Old Style».

 

Nel corso degli anni Goudy dovette aggiungere al Deepdene, oltre al corsivo, anche altre numerose varianti, per sopperire a precise richieste o per attrarre maggiormente la committenza: 208 lettere fra romano e corsivo, mentre stava disegnando centinaia di altre figure alfabetiche di ispirazione diversa.

 

La sua maggior fortuna comunque, la deve alla serie di caratteri che portano il suo nome, più morbidi nel disegno e più aggraziati, disegnati nel periodo 1915-18. Ma quasi a contraddire questo suo orientamento, un decennio prima, nel 1905, egli ha progettato il «Copperplate Gothic», un carattere simile ai lineari, ma con una lieve voluta che accenna alle grazie, e con un occhio piuttosto largo. Un carattere costantemente utilizzato e ancora oggi attualissimo.


Parti precedenti:

1. Il rinnovamento della stampa

2. Morris e Benton
3. I caratteri sans serif
4. Frederic Goudy

5. Goudy a Chicago



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