Goudy a Chicago
Nella giovane storia del design statunitense va
certamente inquadrata anche l’opera di questo inconsueto progettista, il quale
lavora in uno scenario caratterizzato dalla Chicago degli anni Novanta, uno dei
centri culturali più dinamici del mondo in quel momento, e probabilmente il più
importante degli Stati Uniti per la stampa. A Chicago opera, tra gli altri, Will H. Bradley, artista considerato
tra gli eredi delle Arts and Crafts inglesi e che ricorda, nel segno grafico, Aubrey Beardsley.
Goudy conosce Bradley lavorando per «The Inland Printer», una piccola rivista per la quale entrambi collaborano. Bradley ebbe l’idea di progettare appositamente per ogni numero una nuova copertina, sotttoponendo la rivista a queta sorta di sperimentazione. Goudy riconobbe spesso di aver tratto ispirazione dalla lezione di Bradley, considerandolo a lungo come suo maestro. In quello stesso periodo Goudy si lega in sodalizio anche con George Millard, un seguace delle idee di Morris, e fu proprio quest’ultimo a far conoscere a Goudy alcuni libri stampati dalla Kelmscott Press, in particolare quelli progettati da Charles Ricketts e da Charles Cobden Sanderson, con fregi intagliati in legno.
Parti precedenti:
1. Il rinnovamento della stampa
2. Morris e Benton3. I caratteri sans serif
4. Frederic Goudy
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