Le opere di Behrens dal 1918 al 1927

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Peter Behrens e il corporate design (parte 7/8)

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Le opere di Peter Behrens dal 1918 al 1927 (terzo periodo della sua attività), sono invece improntate all’evoluzione dei suoi interventi architettonici, anche se risentono del clima dell’espressionismo postbellico. Ma si tratta quasi sempre di un espressionismo controllato e carico di connotazioni razionaliste. Tipica di questa tendenza è la fabbrica Hoechst di Francoforte, del 1921-25, in cui, soprattutto l’atrio, sembra appartenere più allo stile della «Novembergruppe» di Amburgo che nella linea del suo marcato funzionalismo.

 

Trasferendosi nel 1922 a Vienna, dove insegnerà alla Scuola superiore di architettura, occupando la cattedra che fu di Otto Wagner, nel 1925-26 partecipa, da protagonista, all’esperimento urbanistico preordinato dalla giunta socialista di Vienna, realizzando con altri architetti, tra i quali Josef Frank e Josef Hoffmann, numerose Hofe, quartieri residenziali per lavoratori. Walter Gropius, che di Behrens è stato assistente, ha detto di lui: «Di fronte ad ogni singolo problema di design egli assumeva un atteggiamento nuovo e scevro da pregiudizi (...) A lui devo soprattutto l’abitudine di pensare per princìpi».


Parti precedenti:

1. Architettura tra il XIX e il XX secolo
2. Lo Jugendstil
3. Behrens e il Werkbund
4. Peter Behrens: gli inizi
5. L'immagine coordinata di AEG
6. La grafica dell'AEG



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