Le fonti dell'Art Deco
Un’altra celebrata fonte dell’Art Déco
furono i balletti russi di Diaghilev
tenuti a Parigi dal
Passando alle fonti ancor più eterodosse
della tendenza in esame, un posto di rilievo è quello del sarto Paul Poiret. Questi viene definito da
Giulia Veronesi «un personaggio chiave delgi anni Venti, intorno al quale si
muove tutta la macchina della haute
couture, e quella dell’arte decorativa e della mondanità parigina.
L’Art Déco - i cui maggiori esponenti
furono Ruhlmann, Lalique, Jourdain, Sue e Mare, Lepape, Iribe, Chareau, Legrain, Erté, gli artisti dell’atelier Martine
- presenta una iconografia assai ricca, e molti suoi stilemi appaiono quasi
invarianti al variare delle applicazioni: uno stesso motivo - quello della
riduzione geometrica, della struttura scalare, della fontana zampillante, delle
forme zig-zagate, degli oggetti trattati con colori puri, dei profili
curvilinei in pianta come in alzato, ecc. - si trova indifferentemente in una
conformazione architettonica, nel volume di un mobile, nella forma di un
oggetto d’uso, nel disegno di un tessuto.
Dal punto di vista critico, c’è chi ritiene il Movimento Moderno non
limitato al solo Razionalismo, ma
comprensivo di tutte le poetiche dell’architettura, del design, delle arti
visive (quindi anche dell’Art Déco), che si sono avvicendate per alcuni
decenni.
Ma se quelli citati sono i fenomeni produttivamente più significativi (accanto all’«industria» del mobile ve ne furono altre qualitativamente assai pregevoli, dei metalli, del vetro, della ceramica, delle arti grafiche), non è facile vincere le resistenze che si oppongono a far rientrare i manufatti dell’Art Déco nel novero del design.
Parti precedenti:
1. Nascita dell'Art Deco2. Art Deco negli anni Venti
0 TrackBacks
Listed below are links to blogs that reference this entry: Le fonti dell'Art Deco.
TrackBack URL for this entry: http://blog.cartaematita.com/cgi-bin/mt/mt-tb.cgi/123
Leave a comment