Simboli concettuali

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Marchio e simbolo (parte 2/6)

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Dalla propensione della fantasia umana per la metafora è nato il simbolo. Il semplice segno viene elaborato perché assuma tutta una serie di significati. Nello stesso modo in cui una parola assume significato nell’ambito di una frase, i simboli assumono i propri significati nel contesto degli altri simboli ai quali vengono associati.

 

La differenza esistente tra un simbolo convenzionale, cioè un pittogramma che condensa e traduce visivamente un concetto semplice (come ad esempio un cartello stradale), e l’altra grande categoria di simboli, quella dei trattati di emblemi e degli studi iconologici, è ovviamente forte. Gli uni, i primi, sono funzionali, gli altri sono extralogici e spesso si propongono come verità di fede. Il sole, la luna, la stella, pur essendo rappresentabili come segni convenzionali, sono soprattutto simboli celesti, e pertanto si sovrappongono loro valori concettuali non comuni. Il labirinto, per fare un altro esempio, trova riscontro nel processo di iniziazione; esso è tra le rappresentazioni figurative più emblematiche proprio per i suoi molteplici significati. Viene associato al «destino», inteso come corridoio oscuro, mutevole,che non lascia intravedere vie di uscita. Poiché è diverso il modo di intendere il futuro, il labirinto può assumere valori molto differenti, come quelli religiosi (per raggiungere il bene), ludici (giardini rinascimentali e barocchi), difensivi (le città murate o la casbah).

 

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Tra gli elementi soggetti a più interpretazioni, la stella a sei punte fatta con archi di cerchio, che può far pensare anche a un fiore geometrico, è probabilmente una trascrizione grafica di origine mesopotamica del pianeta Venere ed è rimasta, nella consuetudine rituale ebraica, connessa alla fecondità. La stella è considerata un motivo di buon auspicio, e vi sono esempi di grande rilievo utilizzati in macroscala: in architettura (la cupola del Guarini nel Duomo di Torino); in urbanistica (Palmanova e i progetti del Filarete per Sforzinda); nelle decorazioni architettoniche (azulejos a Cordova). Lo stesso si può sostenere per il disco, che ha valore di simbolo supremo perché rappresenta soprattutto il cosmo e si identifica con il sole. Si tratta di un segno intangibile:L’anello che appartiene alla medesima simbologia del disco, in quanto concentra al suo interno i valori di continuità perpetua, ha però con l’esterno un rapporto dialettico.  Ha significati protettivi, dunque, ma anche di proiezione verso l’esterno, e può riferirsi all’aureola che cinge il divino.

 

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La spirale ha invece valore ascensionale e coincide con il processo di progressiva conquista astrale. Poiché spesso le figure zoomorfe di serpenti e draghi sono rappresentate in forme spiroidali, nella spirale possono coincidere la forza fisica dell’animale e la forza spirituale dello schema rappresentato. Altre figurazioni, che spesso in passato sono state utilizzate nelle rappresentazioni simboliche con complessi riferimenti iconografici, sono certamente la piramide, la torre, l’albero, la mano, oppure la più semplice forma triangolare, che nel significato filosofico-religioso si identifica con il valore di uno e trino e che ha ampi riferimenti nel pensiero indiano e buddista, oltre che cristiano.

Universale è anche il concetto alchemico dei cinque elementi; l’alchimia è stata infatti praticata dalla civiltà cinese, da quella indiana, egizia, greca, araba. Ed è soprattutto il cinese antico che, ponendo in relazione la propria vita con la natura, scopre la legge dei cinque elementi: fuoco, terra,metallo, acqua, aria (o il legno),  con il ritorno al fuoco. Questa energia è insita anche nel dualismo yin-yang: lo yin rappresenta la forza passiva - il negativo che è in noi, la notte, la luna - e non è mai separato dallo yang, il positivo, il giorno, il sole.

 

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Nell’interpretazione dell’ordine cosmologico, ad esempio, si adottano in Oriente segni di impronta naturalistica integrate con forme geometriche primarie: il cerchio come continuità, il triangolo come equilibrio e distribuzione di forze; lo stessa Buddha seduto forma un triangolo. Tipiche espressioni visuali sono le varie specie di jantra (diagrammi tantrici che servono di supporto alla meditazione). Spesso nella configurazione degli jantra appare una intersecazione tra le forme triangolari che costituiscono la struttura della sua parte centrale. Questa configurazione geometrica, che è ovviamente simbolica e allusiva a complessi significati metafisici, è racchiusa in una forma circolare, in cui vi è una linea che rappresenta - stilizzati - i petali del fiore di loto.


Parti precedenti:

1. La nascita del marchio

 


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