La nascita del marchio

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Marchio e simbolo (parte 1/6)

L’uso di marchiare i manufatti con un proprio segno come testimonianza di paternità è di origine antichissima. Già in Egitto e in Mesopotamia sui materiali veniva impresso il marchio dei fabbricanti. In epoca romana i mattoni e le ceramiche portavano impresso un vero e proprio logotipo. Marchi di fabbrica altrettanto antichi come quelli individuati sui mattoni sono evidenti anche nel lavoro dei tagliapietre, di cui esistono esempi sulle mura di Gerusalemme, di Troia, di Olimpia e su edifici persiani e romani.

 

Diversi da quelli più antichi sono invece i marchi dei tagliapietre del XII secolo; più piccoli, angolosi come l’alfabeto runico, essi rappresentano segni che spesso costituiscono delle variazioni sul motivo della croce. Anche nei monogrammi medievali - che tra l’altro sostituivano la firma di chi non conosceva la scrittura - si faceva continuo riferimento al motivo della croce, nella duplice interpretazione di segno geometrico elementare e di segno divino.

 

Nel 1457, a Magonza, compare per la prima volta la marca editoriale nel Psalterium Magontinum stampato da Johann Fust e Peter Schoeffer, in cui si può notare chiaramente tutta l’influenza araldica sul marchio di fabbrica. Molti altri editori e stampatori del periodo continueranno però a rifarsi al motivo della croce nel disegno del loro emblema. E’ il caso, ad esempio, di Nicolas Jenson a Venezia negli ultimi decenni del Quattrocento.

 

Oltre all’adozione di forme geometriche semplici nella realizzazione di marchi, al ricorso a motivi iconografici significativi, alla semplificazione del nome attraverso l’uso di alcune lettere dell’alfabeto o all’utilizzo dei riferimenti araldici, con il Rinascimento si diffondono sempre più segni convenzionali dai contenuti magici che subito entrano a far parte del bagaglio segnico del campo grafico. Basti pensare ai simboli alchemici o a quelli astrologici. Va precisato, comunque, che soprattutto nel caso dei simboli alchemici si tratta di un codice convenzionale conosciuto soltanto dagli iniziati; un linguaggio adottato solo all’interno di una ristretta cerchia, comprensibile a chi può accedere alle soglie dell’esoterico e del magico.


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