Nell’Inghilterra del XIX secolo operano
alcuni artisti, decoratori e architetti che, partendo dagli stessi principi enunciati
da Ruskin, da Morris e dai citati riformatori del disegno, sapranno creare un
movimento che si rivelerà anticipatore dell’Art Nouveau sviluppatosi poi sul continente.
A cominciare da Arthur H. Mackmurdo (1851-1942), che già nel 1883 disegna un frontespizio
di un suo libro sulle chiese londinesi di Wren, da cui emergono notevoli
indicazioni di un nuovo orientamento decorativo. Inoltre disegna la copertina
della rivista da lui fondata, The Century
Guild Hobby Horse, prestigioso veicolo-guida per le nuove arti decorative.
Qui viene maggiormente intensificata la
funzione decorativa dell’illustrazione, che si integra compositivamente con il
testo, secondo una nuova concezione grafico-editoriale.
Parti precedenti:
1. L'opposizione tra geometrismo e naturalismo2. Nascita di una disciplina grafica
3. Gli ornamenti di Owen Jones
4. La linea e la forma
5. L'Esposizione di Londra del 1851
6. La Morris, Marshall & Faulkner
7. La Kelmscott Press di Morris
8. Il rinnovamento nelle arti decorative
William Morris non avrebbe potuto
sostenere per intero tutto il peso del rinnovamento delle arti decorative
inglesi se parallelamente non ci fossero state altre esperienze che
contribuirono notevolmente all’evoluzione verso il Modern Style.
Va sottolineato che ci fu una volontà
allargata a favore del riformismo e, prima ancora che venisse riscoperta l’arte
giapponese, prese avvio una notevole «tendenza
all’universalismo decorativo» (Schmutzler). Anche Morris, ad esempio,
consultò ampiamente la Grammar of
Ornament di Owen Jones.
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1. L'opposizione tra geometrismo e naturalismo2. Nascita di una disciplina grafica
3. Gli ornamenti di Owen Jones
4. La linea e la forma
5. L'Esposizione di Londra del 1851
6. La Morris, Marshall & Faulkner
7. La Kelmscott Press di Morris
Morris, pur assorbito da questioni politiche e
avendo dunque meno tempo da dedicare al disegno e alla progettazione, nel 1890
fonda la Kelmscott Press, tipografia
per la realizzazione di libri e stampe rare. Alla Kelmscott Press si stamperanno importanti edizioni (oltre una
cinquantina di edizioni rare), soprattutto i classici dell’alto Medioevo
inglese, come le opere di Chaucer.
La grafica della pagina si ispira ai
codici miniati o alle edizioni italiane del Qauttrocento sia nei fregi, sia nei
caratteri da stampa. Morris predilige i caratteri latini, ed egli stesso ne
disegna alcuni, tra cui il famoso «Golden type». Determinante, per i fregi
disegnati dallo stesso Morris (altri erano di Burnes-Jones), risultano i suoi studi floreali per le carte da
prati e per i tessuti.
Quella ricerca dell’intreccio decorativo
perfettamente equilibrato tra pieni e vuoti, l’annullamento del naturalismo a
favore dell’elemento simbolico bidimensionale, il raffinato rapporto cromatico
tra soggetto e sfondo, il contrasto del bianco e nero nella pagina stampata
fino a raggiungere l’ambivalente valore grafico del negativo-positivo. Nel
periodo fra il 1872 e il 1875, ghirlande di fogli e rami che s’intrecciano,
costituiscono il primo motivo tipico di questi suoi disegni.
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3. Gli ornamenti di Owen Jones
4. La linea e la forma
5. L'Esposizione di Londra del 1851
6. La Morris, Marshall & Faulkner
Nel 1861 William Morris (1834-1896) fonda e avvia la prima delle imprese da
lui avviate nei tre decenni successivi: la Morris,
Marshall and Faulkner, orientata all’attività di Belle Arti, incisione,
produzione di mobili e metalli, con la collaborazione di tutti gli amici della
sua cerchia. La fondazione avviene nella sua dimora di campagna, dov’era
possibile lavorare in piena tranquillità: la «Red House», progettata secondo
l’ispirazione medioevale dell’amico Philip
Webb.
Qualche anno dopo avvia un contratto di
collaborazione con un’industria specializzata nella produzione di carte da
parati, la Jeffrey & Co.,
diretta da Metford Warner. Nella sua
infaticabile ricerca per una produzione di carte e tessuti secondo criteri
decorativi e ornamentali del tutto innovativi, e che influenzeranno anche la
sua attività grafica, nel 1881 avvia a Merton
Abbey una fabbrica per la realizzazione di tessuti stampati. Quattro anni
dopo Morris avrà oramai prodotto trentatrè disegni per carte da parati e
cinquantadue stoffe stampate o tessute.
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1. L'opposizione tra geometrismo e naturalismo2. Nascita di una disciplina grafica
3. Gli ornamenti di Owen Jones
4. La linea e la forma
5. L'Esposizione di Londra del 1851
Quando a Londra si tiene la prima Grande
Esposizione Universale, William Morris
ha appena diciassette anni e pertanto, i suoi giudizi su tale avvenimento
maturano a posteriori.
La critica agli inaccettabili scenari del
gusto evidenziati dopo l’Esposizione londinese, verrà incrociandosi con la
progressiva crisi degli equilibri vittoriani e il crescente rifiuto, da parte
degli intellettuali britannici, delle condizioni della società del capitale in
espansione.
A partire dal 1851, tema dominante del
dibattito diventerà non tanto il problema del rapporto arte/industria, quanto
quello della relazione arte/società. In contrapposizione alle tendenze di
sviluppo capitalistico, Ruskin e
Morris proporranno utopici ritorni a ideali comunità tardo-medioevali
caratterizzate da un’armonia di relazioni sociali rispecchiate da altrettanto
armonici ambienti, architetture, oggetti.
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1. L'opposizione tra geometrismo e naturalismo2. Nascita di una disciplina grafica
3. Gli ornamenti di Owen Jones
4. La linea e la forma
Con Christopher
Dresser siamo a un totale superamento dell’idea di imitazione della natura
e ci avviciniamo al simbolismo. «Le curve
- egli sostiene - saranno tanto più belle
quanto più saranno complesse» definendo le sue stesse curvature «flessibili ed energetiche».
Con le nuove teorie sul disegno la linea
tende a prevalere sulla forma assumendo una sua vitalità interna, e prima dei
fondamentali scritti di Henry van de
Velde sulla «linea-forza», va considerata illuminante la tesi di Walter Crane elaborata tra il 1888 e il
1893, poi sfociata nella pubblicazione di Line
and Form (1900).
Egli è interessato in primo luogo alla
linea e al suo potere di espressione, la linea che può assumere anche una
capacità simbolica: «La linea è
importante più di ogni altra cosa. Il design deve fondarsi sulla linea: linea
determinante, enfatizzante, delicata, espressiva, linea che controlla e che
unisce».
Line
and Form può essere
considerato uno dei testi fondamentali di tutta la didattica del disegno e
della grafica Art Nouveau. Crane individua tre metodi nella realizzazione dei
disegni: a) per sola linea di contorno; b)per contrasto tra rilievo e fondo; c)
per ombreggiatura della forma. All’interno di questa indagine emergono evidenti
tracce di un processo di evoluzione del disegno verso soluzioni astratte.
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1. L'opposizione tra geometrismo e naturalismo2. Nascita di una disciplina grafica
3. Gli ornamenti di Owen Jones
Un classico della didattica nel campo del
disegno è certamente l’opera di Owen
Jones, The Grammar of Ornament,
del 1856, che si avvale tra l’altro di un centinaio di tavole a colori con
circa mille esempi di ornamenti.
Egli sostiene che «il segreto del successo di ogni ornamentazione è la produzione di un
vasto effetto generale mediante la ripetizione di pochi elementi semplici».
Jones pone l’accento sul «principio del valore intrinseco della
linea, la forza organica delle piante e la struttura-simbolo».
Sostiene che il raccordo tra le linee
ondulate e linee curve, o tra linee curve e linee rette, dovrebbe essere
tangenziale, come d’altra parte avviene in natura. Jones è sicuramente tra i
primi a introdurre nel dibattito alcune intuizioni di psicologia della
percezione.
Parti precedenti:
1. L'opposizione tra geometrismo e naturalismo2. Nascita di una disciplina grafica
La contrapposizione tra geometrismo e
naturalismo si rivelerà ben presto un falso problema, superato dagli artisti
dell’Art Nouveau: nella riscoperta
della grafica della tradizione giapponese, orientano tutte le loro ricerche
verso l’organico-astratto, facendo così convivere i due poli, causa di
precedenti conflittualità.
Esistono inoltre altri riferimenti di
notevole importanza per la costituzione di una disciplina grafica secondo gli
intendimenti moderni. Innanzitutto i metodi di alcuni riformatori inglesi del
disegno, i quali hanno saputo creare un nuovo lessico espressivo nel campo
dell’arredamento, aprendo la strada a nuove ricerche.
Primo caso è probabilmente quello di Augustus Pugin, che teorizzando sulla decorazione d’interni, nel 1848, si oppone a ogni forma di rilievo ombrato ed è contro l’illusorietà, a favore di un disegno bidimensionale e contornato. Poi nei deceenni successivi sarà la volta dei riformatori vittoriani, come Henry Cole, Owen Jones, Christopher Dresser e Walter Crane.
Parti precedenti:
Intorno alla metà del XIX secolo esiste
ancora un’opposizione fra geometrismo e ornamento naturalistico, che non
costituisce soltanto un fatto di scelte formali, ma coinvolge questioni ben più
complesse per le quali scendono in campo anche teorici e filosofi.
Prediligere la decorazione geometrica
significava infatti mettersi dalla parte dei neoclassici, rifarsi
inevitabilmente a una cultura di tradizione greca. Ma significava anche operare
per la perfezione costruttiva e implicitamente per il «meccanizzato» e per la
produzione di serie.
Questo è ciò che pensava John Ruskin, difensore a oltranza
invece delle forme gotiche, forme ispirate alla natura, al mondo vegetale,
realizzate dalla mano artigiana e come tale imperfetta. Per Ruskin la perfezione è un ideale di
degradazione; egli è contro la precisione meccanica e a favore dei ritmi
organici.
Kolo
Moser elabora le sue
esperienze sulle precedenti osservazioni fatte sulle «Katagami», le mascherine
giapponesi per stampare i tessuti. Collegando tra loro le forme dipinte di
queste mascherine intravede la possibilità di costruire un disegno più
complesso secondo un ordine rigoroso e ben ritmato.
Già nel 1899 egli pubblica in «Ver Sacrum» una serie di Flachenmuster (disegni per tessuti,
carte da parati, tappeti), impaginati come motivi decorativi a integrazione del
testo, che anticipano di due anni la pubblicazione della serie «Die Quelle» per l’editore Gerlach.
Tavole, queste ultime, in cui è contenuta
una sufficiente campionatura di espressioni grafiche, di elaborazioni
geometriche dei motivi figurativi, di interpretazioni cromatiche, di
riferimenti agli emblemi orientali e ai giochi dei caleidoscopi, il tutto
supportato da un rigoroso controllo della struttura geometrica. Con queste
tavole Kolo Moser darà il suo maggior contributo alla grafica moderna.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"
8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato
10. Il gusto viennese
11. Josef Hoffmann
12. La Wiener Werkstaette
13. L'architettura di Hoffmann
14. Koloman Moser
15. Le composizioni bidimensionali di Koloman Moser