Il colore come segno (parte 5/15)

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Quando si accostano tra loro I colori
fondamentali, per ottenere l’*equilibrio
armonico delle tinte *
senza che nessuna delle parti predomini sulle altre,
si rende necessario modificare il rapporto dimensionale. Questi rapporti
quantitativi di superficie sono stati rappresentati dagli studiosi secondo I
seguenti valori: giallo-viola, 3:9; arancio-azzurro, 4:8; rosso-verde, 6:6. Le
proporzioni di ordine armonico del primari risultano cosi 3:6:8; quelle del
secondari  4:6:9.

Johannes
Itten,
uno del maestri
del periodo di Weimar del Bauhaus, fa dello studio del contrasti un capitolo
fondamentale delta sua teoria del colori, in cui il contrasto è inteso come
polarità e tensione dinamica.

 

I sette contrasti secondo Itten sono:

a) contrasto dei colori puri;

b) contrasto chiaro-scuro;

c) contrasto di caldo e freddo;

d) contrasto dei complementari;

e) contrasto simultaneità;

f) contrasto di qualità;

g) contrasto di quantità.

 

«I
nostri sensi valutano sempre e solo mediante i confronti»,
afferma Itten. «Riconosciamo che una linea è lunga soltanto quando essa è messa a
confronto con una più corta. Allo stesso modo, effetti cromatici possono venire
potenziati o indeboliti dai colori che Ii contrastano.»
In passato già Goethe, Chevreul e HölzeI
avevano richiamato l’attenzione sull’importanza del diversi contrasti colore.

Parti precedenti:

1. Introduzione

2. Le teorie del colore

3. Sistemi e strumenti di misurazione della densità cromatica

4. I fenomeni psicofisici del colore