Results tagged “fritz warndorfer” from Temperamente
Kolo
Moser elabora le sue
esperienze sulle precedenti osservazioni fatte sulle «Katagami», le mascherine
giapponesi per stampare i tessuti. Collegando tra loro le forme dipinte di
queste mascherine intravede la possibilità di costruire un disegno più
complesso secondo un ordine rigoroso e ben ritmato.
Già nel 1899 egli pubblica in «Ver Sacrum» una serie di Flachenmuster (disegni per tessuti,
carte da parati, tappeti), impaginati come motivi decorativi a integrazione del
testo, che anticipano di due anni la pubblicazione della serie «Die Quelle» per l’editore Gerlach.
Tavole, queste ultime, in cui è contenuta
una sufficiente campionatura di espressioni grafiche, di elaborazioni
geometriche dei motivi figurativi, di interpretazioni cromatiche, di
riferimenti agli emblemi orientali e ai giochi dei caleidoscopi, il tutto
supportato da un rigoroso controllo della struttura geometrica. Con queste
tavole Kolo Moser darà il suo maggior contributo alla grafica moderna.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"
8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato
10. Il gusto viennese
11. Josef Hoffmann
12. La Wiener Werkstaette
13. L'architettura di Hoffmann
14. Koloman Moser
15. Le composizioni bidimensionali di Koloman Moser
L’importanza della forma negativa nelle
composizioni bidimensionali è una delle maggiori scoperte di alcuni artisti del
periodo Art Nouveau. Questa scoperta
è stata probabilmente suggerita dall’osservazione della sintesi di
rappresentazione della grafica giapponese nel trattare le masse di bianco e
nero.
Kolo
Moser giunge a certe sue
conclusioni imboccando la via dell’esempio pragmatico, della sperimentazione,
lavorando freneticamente su un’infinità di progetti che vanno dal disegno per
tessuti e carte da parati alla decorazione di mobili da lui stesso disegnati.
La tendenza è di rendere astratto
l’elemento figurativo, togliendoli qualsiasi riferimento realista e di
pedissequa descrizione naturalista. La sua maggiore invenzione in campo grafico
è la costruzione di patterns per
composizioni interattive e l’alternanza di figure positivo-negativo (definita
dal Gombrich in «controscambio»), il tutto spinto sul piano della reversibilità
percettiva.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"
8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato
10. Il gusto viennese
11. Josef Hoffmann
12. La Wiener Werkstaette
13. L'architettura di Hoffmann
14. Koloman Moser
Soltanto lavorando all’interno della
Secessione al fianco di Olbrich e di
Hoffmann, soprattutto dopo la
fondazione di «Ver Sacrum» Koloman Moser
affina maggiormente le simbologie mitologiche, in parte influenzato anche da Klimt, applicandovi però un disegno più
asciutto e rigoroso, composto non solo del tratto, ma principalmente di pieni e
vuoti.
Con il 1898 la sua attività diventa molto
intensa e da quel momento, fino al 1906, quando abbandonerà il campo su tutti i
fronti per ritirarsi a svolgere l’unica attività di pittore, darà il meglio di
sé come grafico, come designer, come professore. All’inizio del nuovo secolo
sono diverse le fabbriche che presentano nella loro produzione progetti di
design di Kolo Moser; si va dai vetri di Bakalowits
ai mobili di Prag Rudniker, ai
tessuti di Backhausen, e altro
ancora.
Nell’arte grafica, numerosi sono i
rimandi all’arte giapponese da parte di Moser, come le figure molto allungate e
stilizzate (manifesto del 1902 per la Secessione); i primi piani molto
esasperati (vignetta per «Ver Sacrum» n. 11, 1898); le figure sintetizzate in
una macchia di colore (Fromme Kalender,
1898), e altre affinità con i modelli dell’arte giapponese che coinvolgono la
maggior parte della sua attività grafica. E proprio partendo da questa
ispirazione formale e tecnica egli sviluppa, inoltre, una interessante ricerca
di origine «gestaltica», legata all’ambiguità nella percezione di alcune figure
(composizioni di pesci e uccelli, ad esempio) rappresentate in positivo-negativo.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"
8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato
10. Il gusto viennese
11. Josef Hoffmann
12. La Wiener Werkstaette
13. L'architettura di Hoffmann
La produzione architettonica di Hoffmann si distingue per alcuni capolavori
che lo collocano fra i maestri dell’architettura moderna, come il Sanatorio di Purkersdorf (1904), le
ville sulla Hohe Warte e,
soprattutto Palazzo Stoclet a
Bruxelles (1905-11), lussureggiante dimora per i nuovi principi della
borghesia.
Successivamente, villa Primavesi-Skywa (1913), il padiglione
dell’Austria alla mostra del Werkbund di
Colonia (1914), fino alle case unifamiliari razionaliste del Werkbund di Vienna
nel 1932. Dopo tale data, ridurrà molto la sua attività, limitandosi a idee di
progetti e al disegno in senso più generale.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"
8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato
10. Il gusto viennese
11. Josef Hoffmann
12. La Wiener Werkstaette
Ispirata ideologicamente ai modelli inglesi
delle Arts and Crafts e alla Century Guild, l’azienda di Hoffmann prolifera di anno in anno, sia
per adepti sia per la quantità di prodotti realizzati.
Già nel 1905 contava cento operai, di cui
trentasette Meister e artigiani con
marchio proprio. Fra i responsabili che affiancavano Hoffmann e Moser, molti
ex allievi formatisi alla Kunstgewerbeschule.
Sia pure modificando nel tempo gli
orientamenti, la Werkstaette è
sempre stata considerata l’espressione di quel «gusto di Hoffmann» riflesso
idealmente nel «gusto viennese» che ha conquistato per decenni la borghesia
europea.
Chiusa per le subentrate difficoltà
economiche nel 1932, dopo quasi trent’anni di attività, nel bilancio della
Wiener Werkstaette va considerata soprattutto quell’infinità di oggetti diffusi
in tutto il mondo che hanno prodotto un’iconografia dell’oggetto d’uso che va
ben oltre le effettive funzioni della vita di ogni giorno.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"
8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato
10. Il gusto viennese
11. Josef Hoffmann
Josef
Hoffmann (1870-1956) ha
studiato architettura a Vienna con Otto
Wagner, all’Akademie der Bildenden
Kunste, mettendosi in luce come uno dei migliori allievi.
Nel 1897 è anch’egli tra i fondatori
della Secessione, che lascerà nel 1905 per seguire il gruppo di Klimt, per il
quale nel 1908 cura la grande esposizione della Kunstschau. Per le mostre temporanee nella palazzina della Secessione,
realizza numerosi allestimenti e crea ambienti originali, tra cui nel 1902, le
sale dedicate alla mostra «Beethoven», con la grande scultura policroma di Max
Klinger e il fregio ideato da Klimt.
Già professore alla Kunstgewerbeschule
fin dal 1899, dedica gran parte della sua attività all’insegnamento delle arti
applicate, impegno questo che mantiene per oltre quarant’anni. Insieme a Kolo Moser e al finanziere Fritz Warndorfer, nel 1903 fonda la Wiener Werkstaette, vari laboratori per
la lavorazione artigiana del legno, dei metalli, del vetro, dell’oreficeria,
della pelle, dei tessuti, e altro ancora, con l’intento di colmare l’abisso
esistente fra teoria e realizzazione, fra progettista e artigiano esecutore.
Parti precedenti:
1. Art Nouveau in Austria2. La secessione viennese
3. La fondazione del Klimtgruppe
4. Lo stile di Klimt
5. La rivista "Ver Sacrum"
6. Le radici dello "Stile secessione"
7. Nascita del "Glasgow Style"
8. Il design di Mackintosh
9. Il leitmotiv del quadrato
10. Il gusto viennese