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I riformatori della scrittura (parte 6/18)

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Sarà comunque negli ultimi anni del secolo che Goudy si dedicherà al disegno dei suoi primi alfabeti. Fra i numerosi caratteri da lui disegnati, con tutte le variazioni di peso e di occhio, secondo il suo biografo Bruckner, è il «Deepdene» il carattere maggiormente caratterizzato, anche se designer e stampatori hanno sempre privilegiato il «Goudy Modern», il «Goudy Newstyle» e l’«Italian Old Style».

 

Nel corso degli anni Goudy dovette aggiungere al Deepdene, oltre al corsivo, anche altre numerose varianti, per sopperire a precise richieste o per attrarre maggiormente la committenza: 208 lettere fra romano e corsivo, mentre stava disegnando centinaia di altre figure alfabetiche di ispirazione diversa.

 

La sua maggior fortuna comunque, la deve alla serie di caratteri che portano il suo nome, più morbidi nel disegno e più aggraziati, disegnati nel periodo 1915-18. Ma quasi a contraddire questo suo orientamento, un decennio prima, nel 1905, egli ha progettato il «Copperplate Gothic», un carattere simile ai lineari, ma con una lieve voluta che accenna alle grazie, e con un occhio piuttosto largo. Un carattere costantemente utilizzato e ancora oggi attualissimo.


Parti precedenti:

1. Il rinnovamento della stampa

2. Morris e Benton
3. I caratteri sans serif
4. Frederic Goudy

5. Goudy a Chicago



Goudy a Chicago

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I riformatori della scrittura (parte 5/18)

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Nella giovane storia del design statunitense va certamente inquadrata anche l’opera di questo inconsueto progettista, il quale lavora in uno scenario caratterizzato dalla Chicago degli anni Novanta, uno dei centri culturali più dinamici del mondo in quel momento, e probabilmente il più importante degli Stati Uniti per la stampa. A Chicago opera, tra gli altri, Will H. Bradley, artista considerato tra gli eredi delle Arts and Crafts inglesi e che ricorda, nel segno grafico, Aubrey Beardsley.


Goudy conosce Bradley lavorando per «The Inland Printer», una piccola rivista per la quale entrambi collaborano.  Bradley ebbe l’idea di progettare appositamente per ogni numero una nuova copertina, sotttoponendo la rivista a queta sorta di sperimentazione. Goudy riconobbe spesso di aver tratto ispirazione dalla lezione di Bradley, considerandolo a lungo come suo maestro. In quello stesso periodo Goudy si lega in sodalizio anche con George Millard, un seguace delle idee di Morris, e fu proprio quest’ultimo a far conoscere a Goudy alcuni libri stampati dalla Kelmscott Press, in particolare quelli progettati da Charles Ricketts e da Charles Cobden Sanderson, con fregi intagliati in legno.


Parti precedenti:

1. Il rinnovamento della stampa

2. Morris e Benton
3. I caratteri sans serif
4. Frederic Goudy



Frederic Goudy

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I riformatori della scrittura (parte 4/18)

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Uno dei più importanti designer di caratteri dell’epoca moderna, lo statunitense Frederic William Goudy (1865-1947), è stato in vita un personaggio popolare, tra l’altro opinionista e commentatore di design e di estetica alla radio e sui giornali. Giunto nel Middle West americano verso il 1890, negli anni dunque della grande espansione e del boom economico, nel momento in cui Chicago costituiva il polo di attrazione per la nuova cultura americana.

 

Ritornati di attualità soprattutto negli ultimi decenni, alcuni suoi caratteri disegnati tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta, dopo un lungo oblio che li videro messi in disparte, quando anche negli Stati Uniti prevalse la scuola tedesca introdotta dai maestri del Bauhaus emigrati in seguito all’ascesa al potere di Hitler. Frederic Goudy diede invece un apporto determinante a un filone diverso che è quello intramontabile della tradizione latina, «Old Style»,  come viene definito nel mondo anglosassone. Facendo qualche passo indietro possiamo annotare come l’interesse di molti progettisti di caratteri della seconda metà dell’Ottocento, oltre che per le tendenze tardo medioevaliste della cerchia di Morris, si ferma intorno alla riscoperta dei tipi Caslon e alla riproposta di maiuscole ispirate ai lapidari romani.


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1. Il rinnovamento della stampa

2. Morris e Benton
3. I caratteri sans serif



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