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I riformatori della scrittura (parte 10/18)

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La sperimentazione condotta sul “Perpetua” tra il 1925 e il 1930, influenzerà indubbiamente il disegno degli altri caratteri di Eric Gill, a cominciare dal «Golden Cockerel» del 1929, una versione arrotondata e allargata del «Perpetua».

 

Anche il carattere «Joanna», disegnato nel 1930, appartiene alla stessa famiglia, il cui corsivo è probabilmente la sua versione più riuscita tra i romani obliqui. Il disegno dei caratteri di questo periodo offre inoltre, l’occasione a Gill per meditare sul contrasto tra l’asta sottile e quella pesante, tipica di ogni alfabeto romano e di cui non si conoscono con esatteezza le origini. Egli raccomanderà ai suoi studenti di ridurre il più possibile l’enfasi tra il grosso e il fino, come dimostra egli stesso nel disegno del «Joanna».

 

Il piacere che Gill ricerca consiste nel raffinare e non nel ricreare l’alfabeto classico, nel variare la distribuzione del peso, le curve di ogni grazia, l’equilibrio tra le ascendenti e le discendenti. Il «Perpetua», con il suo raffinato design, è uno dei caratteri destinati ad avere ancora un’ampia futura utenza; il «Gill Sans Serif» ha invece portato ordine in una tipologia di caratteri che in precedenza venivano usati con noncuranza; il «Joanna», inoltre, costituisce un fenomenale equilibrio tipologico ancora sconosciuto e poco usato.


Parti precedenti:

1. Il rinnovamento della stampa

2. Morris e Benton
3. I caratteri sans serif
4. Frederic Goudy

5. Goudy a Chicago
6. I font creati da Goudy
7. Eric Gill
8. Eric Gill agli inizi
9. Eric Gill alla fine del XIX secolo




I riformatori della scrittura (parte 9/18)

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All’inizio della sua carriera, quando lavorava soprattutto come intagliatore di lapidi e incisore di targhe, Eric Gill ha modo di conoscere, per merito di Sir Sydney Cockerell, l’Exempla Scripturae Epigraphicae Latinae, stampata a Berlino nel 1885, che riproduce un’immensa varietà di belle iscrizioni latine. Così Gill trarrà enorme profitto dallo studio di questa preziosa opera nel disegno dei suoi caratteri.

 

Verso la metà degli anni Venti iniziano, da parte di Gill, i primi contatti con Stanley Morison, nella sua veste di consulente della Monotype Corporation, per la quale disegna, oltre alla serie del «Gill Sans Serif», anche un bellissimo carattere romano, cioè con le grazie: il «Perpetua». Si può infatti considerare il «Perpetua» l’alfabeto classico più elegante e originale disegnato in Inghilterra dai tempi di Caslon e Baskerville.

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2. Morris e Benton
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4. Frederic Goudy

5. Goudy a Chicago
6. I font creati da Goudy
7. Eric Gill
8. Eric Gill agli inizi




I riformatori della scrittura (parte 8/18)

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Di Edward Johnston,  Eric Gill ha detto: «Egli modificò profondamente l’intero corso della mia vita e il mio modo di pensare», e in una lettera scritta nel 1940, proco prima della sua morte, scrive: «Sono stato allievo di Johnston e vivevo molto vicino a lui quando stava disegnando i caratteri per le insegne per i trasporti londinesi, senza tratto terminale (cioè un carattere sans serif).

 

Fu un fatto rivoluzionario, che in un solo colpo salvò tutta l’istanza dei caratteri lineari dalla corruzione del XIX secolo. Nel 1927 mi fu chiesto dalla Monotype Corporation di realizzare un «sans serif» per loro. Il mio carattere non era destinato alla segnaletica, ovviamente, ma in primo luogo per la tipografia e, inoltre, per la punzonatura.

 

Ritenni opportuno in quell’occasione che le forme dei caratteri  dovessero essere il più possibile misurabili matematicamente. Pur considerando che non vi sia molta differenza tra i caratteri di Johnston e i miei, penso che le modifiche che vi ho apportato si possano ritenere un miglioramento dal punto di vista dei moderni metodi di produzione». Gill ci tramanda così, insieme al «Futura» di Paul Renner, un caraattere estremamente moderno e razionale; la sua è la risposta inglese all’invasione di caratteri lineari provenienti dalle fonderie tedesche.


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1. Il rinnovamento della stampa

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6. I font creati da Goudy
7. Eric Gill



Eric Gill

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I riformatori della scrittura (parte (7/18)

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Non vi è dubbio che tra i migliori esempi di lettering prodotti nel ventesimo secolo, siano stati realizzati in buona parte da artisti anglosassoni dopo la rivoluzione artistica provocata da William Morris. Soprattutto con la lezione di Edward Johnston e le esperienze, sia pure differenti, di un Eric Gill e di Stanley Morrison.

 

Il ritorno agli antichi manoscritti a penna larga, riscoperti dal gusto neomedievalista morrissiano, trova poco più tardi due grandi interpreti nell’arte della calligrafia, entrambi attivi negli anni a cavallo di secolo: Rudolf von Larisch a Vienna (1856-1919) e Edward Johnston a Londra (1872-1944). Quest’ultimo nel 1906 pubblica un manuale che diventerà un classico per gli specialisti del settore, Writing and Illumating and Lettering e, dieci anni dopo, nel 1916, un alfabeto lineare da lui disegnato viene adottato dal Traffic Development Officer per la segnaletica dell’intero servizio dei trasporti pubblici di Londra. Proprio alla scuola di Edward Johnston si forma il giovane Eric Gill (1882-1940).


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6. I font creati da Goudy



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